La Storia di Viterbo
La città medievale nasce da una fortificazione longobarda che divideva i possessi nella Tuscia dal ducato bizantino di Roma.
Nel 1099, grazie al notevole incremento demografico, si passa dallo stato di castrum ad uno stato con istituzioni comunali.
Inizia in questo secolo il periodo di fioritura della città che si assicura il possesso di vari castelli e la protezione di Federico I con la quale avrà il diritto di espansione.
Nel 1172 la città di Ferento viene distrutta e il suo simbolo, la Palma, viene aggiunto al Leone di Viterbo, diventando così emblema della città.
All’inizio del XIII secolo Papa Innocenzo III cerca di costituire uno stato territoriale a Viterbo che, non essendo d’accordo, chiede aiuto all’imperatore Federico I dando così inizio alla lotta tra Guelfi e Ghibellini che durerà fino al 1250 circa.
In questo contesto storico ritroviamo le vicende della patrona di Viterbo, Santa Rosa, che si oppose ai ghibellini e all’assalto di Federico II.
Successivamente alla disfatta nei confronti di Federico II e alla vittoria interna dei Guelfi, Viterbo assume il ruolo di sede papale.
Il primo episodio che incrinerà questo equilibrio sarà l’elezione di Gregorio X, per la quale furono impiegati 3 anni: il popolo viterbese stanco dell’indecisione chiuse a chiave i cardinali (conclave: dal latino clausi cum clave), li nutrì di pane e acqua e scoperchiò il tetto lasciandoli sotto le intemperie.
L’ultima elezione papale fu nel 1281 quando il neo-eletto Martino IV decise di abbandonare Viterbo a seguito dell’’irruzione dei viterbesi durante il conclave.
Il trasferimento della sede papale ad Avignone comporterà la decadenza di Viterbo, che aveva raggiunto il massimo splendore, e la riapertura delle lotte tra fazioni interne.
Da questo momento in poi, nonostante il periodo signorile, Viterbo è legata alle sorti dello Stato Pontificio e, a seguito dell’Unità D’Italia, sarà assorbita dalla provincia di Roma e la qualifica di capoluogo le sarà riconsegnata solo nel 1927
Nel 1099, grazie al notevole incremento demografico, si passa dallo stato di castrum ad uno stato con istituzioni comunali.
Inizia in questo secolo il periodo di fioritura della città che si assicura il possesso di vari castelli e la protezione di Federico I con la quale avrà il diritto di espansione.
Nel 1172 la città di Ferento viene distrutta e il suo simbolo, la Palma, viene aggiunto al Leone di Viterbo, diventando così emblema della città.
All’inizio del XIII secolo Papa Innocenzo III cerca di costituire uno stato territoriale a Viterbo che, non essendo d’accordo, chiede aiuto all’imperatore Federico I dando così inizio alla lotta tra Guelfi e Ghibellini che durerà fino al 1250 circa.
In questo contesto storico ritroviamo le vicende della patrona di Viterbo, Santa Rosa, che si oppose ai ghibellini e all’assalto di Federico II.
Successivamente alla disfatta nei confronti di Federico II e alla vittoria interna dei Guelfi, Viterbo assume il ruolo di sede papale.
Il primo episodio che incrinerà questo equilibrio sarà l’elezione di Gregorio X, per la quale furono impiegati 3 anni: il popolo viterbese stanco dell’indecisione chiuse a chiave i cardinali (conclave: dal latino clausi cum clave), li nutrì di pane e acqua e scoperchiò il tetto lasciandoli sotto le intemperie.
L’ultima elezione papale fu nel 1281 quando il neo-eletto Martino IV decise di abbandonare Viterbo a seguito dell’’irruzione dei viterbesi durante il conclave.
Il trasferimento della sede papale ad Avignone comporterà la decadenza di Viterbo, che aveva raggiunto il massimo splendore, e la riapertura delle lotte tra fazioni interne.
Da questo momento in poi, nonostante il periodo signorile, Viterbo è legata alle sorti dello Stato Pontificio e, a seguito dell’Unità D’Italia, sarà assorbita dalla provincia di Roma e la qualifica di capoluogo le sarà riconsegnata solo nel 1927
Ultimo aggiornamento (Venerdì 26 Giugno 2009 18:25)
